Stare bene e sentire la propria energia e forza è l’unico modo per poter essere di aiuto a sé stessi e agli altri. È anche una cosa molto logica, se vogliamo ragionare in termini pratici. Una persona che è malata, senza forze, depressa o con una bassa autostima, difficilmente può contribuire al benessere collettivo. Innanzitutto, perché quella persona fa parte della collettività, e se non sta bene, non può offrire il meglio di sé. In secondo luogo, una persona in queste condizioni non ha molto da dare: l’energia che emana e trasmette non è positiva, e le azioni che compie, mosse da sentimenti di tristezza, debolezza o dispiacere, rischiano di perpetuare una situazione che, invece, avrebbe bisogno di forza, creatività e trasformazione positiva.
Per questo è essenziale, prima di tutto, prendersi cura di sé stessi. Solo così si può donare la propria essenza e energia lì dove ce n’è bisogno, contribuendo in modo costruttivo al benessere proprio e degli altri.
Lo diamo per scontato, perché la nostra società ci spinge a raggiungere obiettivi standardizzati, come se fossero uguali per tutti, e ci convince che solo dopo averli raggiunti saremo felici. Anche se avessi tutto ciò che ci viene proposto nelle pubblicità o sui social, non è detto che sarai felice. Si può essere tristi e insoddisfatti anche stando su una spiaggia ai Caraibi, con il conto in banca pieno. Non è qualcosa di esterno a renderci sereni e felici, ma il modo in cui viviamo e assaporiamo la vita, le cose che apprezziamo e per cui siamo grati.
Ciò che conta davvero è come affrontiamo le difficoltà, la fiducia in noi stessi e nell’universo, il nostro benessere psicologico, emotivo e fisico. Questi aspetti hanno un peso molto maggiore rispetto al possedere l’ultimo modello di cellulare o seguire gli standard imposti dalla società. La vera felicità risiede nella nostra capacità di vivere con consapevolezza, gratitudine e autenticità, non nell’accumulo di beni materiali o nel raggiungimento di obiettivi preconfezionati.
Non intendo rifiutare tutto ciò che è materiale, anzi, ma attribuirgli un senso diverso, un peso diverso e un uso alternativo. Il proprio benessere, tuttavia, nasce dall’accettazione del luogo in cui ci troviamo, dello stato emotivo e psicologico in cui siamo. Solo partendo da questa accettazione possiamo agire per sostituire, cambiare, trasformare o modificare il modo in cui utilizziamo ciò che abbiamo, dando un significato diverso alle cose.
Il benessere non va sempre pensato o analizzato; va prima di tutto sentito e percepito come uno stato interiore. Non è qualcosa di materiale, ma una condizione del proprio essere. Quando ci troviamo in questa modalità, la nostra mente è più rilassata, non combatte né si sente sotto attacco. Di conseguenza, cambiano gli ormoni nel nostro corpo e ci permettiamo di rilassarci. In questo stato, il corpo riesce a guarire: diamo spazio al sistema immunitario per fare il suo lavoro e alle cellule per avviare il processo di rigenerazione.
Il benessere, quindi, è una condizione interiore che ci permette di vivere in armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda, senza dover lottare costantemente contro qualcosa. È uno stato di pace che favorisce la salute fisica, emotiva e mentale.
Quando non siamo allineati con il nostro essere, il nostro corpo arriva in nostro aiuto. È quel amico silenzioso che spesso ignoriamo, nonostante ci parli, ci gridi attraverso il dolore, e che alla fine cede se non viene ascoltato. Un indicatore importante per capire se stiamo veramente bene, se siamo in uno stato di forza interiore, è la salute del nostro corpo. Questo non significa non ammalarsi mai, ma piuttosto non avere disturbi cronici che segnalano un disequilibrio persistente.
Un altro fattore che indica benessere è sentirsi ispirati, con la vena creativa accesa, pronti a improvvisare e agire con spontaneità. Inoltre, l’assenza di paura è un segnale significativo: quando la paura si trasforma in curiosità, significa che stiamo agendo in sintonia con il nostro cuore, non solo con la testa. La paura può essere un sintomo che ci avvisa quando stiamo ragionando troppo o vivendo in modo disallineato, mentre la sua assenza suggerisce che stiamo seguendo il nostro intuito e la nostra essenza più autentica.
In sintesi, il benessere si manifesta attraverso un corpo in equilibrio, una mente creativa e ispirata, e un cuore libero dalla paura, trasformata in curiosità e apertura verso la vita.
Nel momento in cui stiamo bene, sentiamo la nostra forza interiore, siamo centrati e abbiamo qualcosa da dare, da donare. In questo stato, abbiamo il potenziale di agire in modo significativo. Sentire che il proprio benessere, la propria essenza, purezza, forza e determinazione fanno parte di un tutto più grande, genera gratitudine, soddisfazione e una sensazione di rigenerazione.
È solo in questo stato che ci connettiamo con una conoscenza più profonda ed elevata, che non si basa sulla logica o sulle spiegazioni razionali, ma sui sentimenti, sulla percezione di ciò che ci circonda e sul ascolto del proprio corpo. Questa connessione ci permette di vivere in modo più autentico e consapevole, riconoscendo che il benessere non è solo un fatto individuale, ma parte di un equilibrio più ampio.