Non voglio essere migliore, voglio essere vera

Ho passato anni a cercare risposte fuori. Libri, corsi, guru, frasi del cazzo su Instagram. A un certo punto ho capito che non serviva a niente. Stavo solo evitando di guardarmi in faccia. E guardarsi in faccia fa schifo.
Vedi tutto: le paure, le scuse, i fallimenti, le volte che hai mollato per codardia, non per saggezza.
Altro che crescita interiore. È una discesa nel fango.
Ma se non ci entri, resti incastrata nella versione finta di te. Quella che si adatta, che sorride, che sopporta.

A un certo punto mi sono detta basta. Basta con i compromessi. Basta con il cercare di sistemarmi per piacere, per non disturbare, per sembrare “a posto”. Non ero a posto. E continuare a far finta mi stava ammazzando lentamente. Ora non cerco più di sistemarmi. Non voglio essere migliore.
Voglio essere vera. Anche quando faccio schifo, anche quando non so da che parte andare.
Anche quando mi viene voglia di mollare tutto e chiudermi in casa.

Perché fingere mi ha stancato.
E vivere a metà non mi basta più.
O mi prendo la vita per quella che è, o tanto vale lasciarla lì.

Ho attraversato momenti in cui mi sono sentita a pezzi. Spogliata. Senza difese. Mi sentivo fragile, esposta, come se tutto il mio castello fosse crollato e non avessi più nulla a cui aggrapparmi. Eppure è stato proprio lì, in quella caduta, che ho cominciato a sentire qualcosa di vero.

Non erano risposte, non erano soluzioni. Era una specie di richiamo. Un ritorno a qualcosa che avevo dentro da sempre, ma che avevo dimenticato.
Una forza calma, silenziosa, che sa di casa. Fatta di profumi che riconosco anche a occhi chiusi, suoni che mi riportano all’inizio, colori che mi ispirano.
Di natura viva, di radici che non si vedono ma si sentono sotto la pelle.

La spinta da dentro mi ha stravolto tutte le idee, i progetti che avevo intrapreso da qualche anno. È una roba che non potevo più ignorare: o cambiavo, o le conseguenze non erano di certo buone. Mi sono sentita spogliata, ma non più fragile, perché ho visto la mia essenza più pura. Mi sono sentita leggera, pulita, ma anche forte. Ma quella forza che non ha bisogno di raggiungere niente o di dimostrarsi.
È un sentirsi e basta, senza definizioni, senza giudizi.
Pura essenza.

Lì ho capito che non dovevo più costruirmi una versione nuova. Dovevo solo tornare a quella che ero prima di iniziare a rincorrere tutto il resto. Ed è stato proprio in quel ritorno che ho trovato un pezzo di pace.

Non la pace perfetta, ma quella che mi fa camminare sulla mia strada.